La Force de Frappe nel XXI secolo

 

I primi passi della Francia per dotarsi di un  arsenale nucleare risalgono al 1954, quando il primo Ministro Pierre Mendès-France decise di dare inizio ad un programma atomico per scopi militari. Tale iniziativa  venne poi rafforzata con la presidenza di Charles de Gaulle, il quale si adoperò per la costituizione di una forza nucleare francese completamente indipendente dagli Stati Uniti e capace di difendere il Paese da un attacco sovietico. Agli occhi di de Gaulle infatti, affidarsi agli Stati Uniti per la difesa nucleare della Repubblica era, oltre che rischioso, assolutamente inaccettabile.

La detonazione del primo ordigno atomico francese avvenne nel 1960 nel Sahara algerino, permettendo alla Francia di divenire la quarta potenza nucleare al mondo dopo USA, URSS e Regno Unito. Ancora oggi, la Repubblica Francese è una delle potenze nucleari ufficialmente  riconosciute dal Trattato di Non Proliferazione Nuclare del 1968 (Nuclear Non-Proliferation Treaty), al quale Parigi ha aderito nel 1992.

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Missile M51 in fase di lancio

Sebbene in seguito al crollo dell’Unione Sovietica la Francia abbia notevolemnte ridotto il numero di testate e missili in proprio possesso, la così detta Force de Frappe, nota anche con il nome di Force de Dissuasion, rimane comunque una forza micidiale, il cui ruolo nella politica di difesa francese non va trascurato.

La Francia è sempre stata abbastanza riservata riguardo al suo arsenale nucleare, ma l’ex presidente della Repubblica François Hollande, tramite un discorso tenuto nel febbraio del 2015 presso la base aerea d’Istres, ha rilasciato informazioni precise sul numero degli ordigni francesi.

Al giorno d’oggi, Parigi ha a disposizione ben 300 testate nucleari, le quali sono dispiegabili sia per aria che per mare. Prima degli anni ’90, la Francia disponeva anche di sistemi di lancio terrestri, ossia missili nucleari terra-terra, ma in seguito al crollo dell’ Unione Sovietica, il governo francese preferì ridurre drasticamente il proprio arsenale nucleare eliminandone la componente terrestre.

48 missili portanti testate atomiche sono equipaggiati su quattro sottomarini nucleari (SNLE – sous-marins nucléaires lanceurs d’engin) classe Triumphant, sufficienti a garantire alla Francia la Deterrenza Continua Via Mare, ossia la capacità di avere forze marine nucleari dispiegabili in un qualunque momento. Di fatto questo numero di sommergibili consente ai transalpini di avere tre SNLE continuamente operativi, mentre il quarto può essere sottoposto alla fase di manutenzione. I missili intercontinentali equipaggiati sui quattro sottomarini francesi sono di tipo M51, i quali stanno gradualemnte sostituendo i precedenti M45.

A French Navy officer looks at  "Le Terrible" nuclear submarine in Cherbourg, western France
Sottomarino nucleare Francese durante l’inaugurazione.

54 sono invece i missili supersonici area terra ASMPA (air-sol de moyenne portée améliorée) trasportati su Jet militari di tipo Mirage e Rafale, i quali costituiscono la componente aerea delle forze nucleari francesi.

La Dottrina nucleare francese si basa principalemnte su tre punti:

  1. Le forze nucleari della Repubblica hanno lo scopo primario di difendere gli interessi vitali della Francia. La definizione dei suddetti interessi è ancora poco chiara, poiché un certo livello di ambiguità startegica è volutamente mantenuto da Parigi. Tuttavia, stando ad un White Paper del 1994, la Francia definisce come interessi vitali: 1) l’integrità del proprio territorio nazionale, 2) l’esercizio della sovranità, 3) la difesa della popolazione.
  2. Il deterrente nucleare francese può essere utilizzato anche contro Stati canaglia e potenze regionali. In particolare, questo concetto deriva dal timore che anche potenze relativamente piccole dotate di armi di distruzione di massa possano ostacolare la capacità della Francia di intervenire militarmente nello scenario internazionele. Si prevede quindi che il deterrente atomico possa essere utilizzato per colpire i centri di potere, militari ed economici di potenze regionali che minaccino la vita della nazione francese.
  3. Il deterrente nucleare francese, pur costituendo una forza indipendente, contribuisce alla sicurezza europea e dell’Alleanza Atlantica. In particolare l’ex Presidente Hollande aveva dichiarato che la Francia non esclude di utilizzare il proprio arsenale nucleare anche in caso di aggressione di uno dei suoi partner europei.

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Al contrario di altre potenze, la Francia non adotta il concetto del non-first use, aprendo quindi la possibilità di utilizzare per prima il deterrente nel caso di seria minaccia. Nonostante la dottrina nucleare francese possa sembrare rigida, un elemento di flessibilità è invece inserito dal così detto ultime avertissement (ultimo avvertimento), il quale consiste in un primo e limitato attacco nucleare  finalizzato a far desistere il nemico dai propri intenti. In caso di persistenza della minaccia, il passo successivo è quello di un attacco massiccio.

Nonstane la riduzione attuata alla fine della Guerra Fredda, l’arsenale nucleare francese costituisce ancora un’arma efficiente e temibile. Esso presenta molte similitudini con le forze nucleari britanniche (come ad esempio la Deterrenza Continua Via Mare), ma a differenza di essa la Force de Frappe si configura come totalemnte indipendente, sia perché non inquadrata all’interno della NATO, sia perché tutti i suoi compnenti sono prodotti in Francia (al contrario di quanto fatto dal Regno Unito che acquista i missili Trident dagli Stati Uniti). Di contro, la dottrina francese, pur prendendo in considerazione il concetto di ultime avvertissement, rimane alquanto rigida poiché incapace di adottare il principio di risposta flessibile.

Fonti e Approfondimenti:

http://www.lemonde.fr/les-decodeurs/article/2015/02/21/de-quoi-l-arsenal-nucleaire-de-la-france-est-il-compose_4580740_4355770.html

http://www.nti.org/learn/countries/france/nuclear/

http://www.bbc.com/news/world-radio-and-tv-17512596

https://www.senat.fr/rap/r06-036/r06-036_mono.html

http://www.mbda-systems.com/product/asmpa/

http://www.senat.fr/rap/r09-332/r09-332_mono.html#toc48

“Nuclear Policy: France Stands Alone”, Bullettin of the Atomic Scientists, July/August 2004

Claire Mills, “The French  Nuclear Deterrent”, House of Commons Library, Briefing Paper Number 4079, 29 June 2016

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