Balkans in arms: il traffico di armi nei Balcani e le azioni dell’UE

Gli attentati di Parigi del 2015 hanno riportato alla luce la questione del traffico illecito di armi nei Balcani. L’ampia diffusione delle armi da fuoco non deriva soltanto dalle trasformazioni politiche degli anni Novanta, ma anche dai traffici legali di alcuni governi. L’urgenza posta da questo tema ha portato l’Unione europea e alcune organizzazioni non…

Balkans in arms: il terrorismo nei Balcani tra passato e presente

Dal 2012, circa un migliaio di persone ha lasciato i Balcani per unirsi come foreign fighters ai militanti del sedicente Stato Islamico in Iraq e Siria; alcune di queste hanno recentemente fatto ritorno nei rispettivi Paesi. Per questo motivo, talvolta ci si riferisce alla penisola balcanica come la culla del terrorismo islamico in Europa. In…

Hong Kong: le contraddizioni di una mobilitazione di massa

“No alla legge sull’estradizione!” con questo slogan il popolo di Hong Kong si è risvegliato dalle ceneri del Movimento degli Ombrelli del 2014 e negli ultimi mesi è tornato a manifestare per le strade della città. La complessità della società, della storia e dell’architettura politica della Regione Autonoma Speciale (RASHK) hanno creato un grande contrasto…

Intensità e violenza nel conflitto tra FARC e Colombia

Le Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia – Ejército del Pueblo, meglio conosciute con l’acronimo di FARC-EP, sono un gruppo rivoluzionario armato di ispirazione marxista-leninista istituito ufficialmente il 27 maggio 1964 nella città di Marquetalia, nella Colombia centrale. Nate da una costola del partito comunista colombiano, le FARC erano una milizia rurale costituitasi per proteggere la…

Sulla strada per Kyiv: intervista a Dario Fabbri di Limes

Abbiamo intervistato Dario Fabbri, giornalista, consigliere scientifico e coordinatore America della rivista Limes, per chiedergli quale siano gli obiettivi politici statunitensi in Ucraina. Dopo averne scoperto la storia, le oligarchiche e i conflitti passati e presenti, oggi osserveremo questo Paese di confine sotto il punto di vista geopolitico.

Il sogno iniquo: le disuguaglianze nelle forze armate

Nel lungo percorso che ha visto gli eredi di un piccolo gruppo di coloni in fuga dalle persecuzioni religiose diventare i cittadini di una potenza mondiale, il conflitto ha rappresentato un elemento costante e fondamentale.

Gli attori non europei nei Balcani: Stati Uniti

Dopo aver trattato il ruolo di Russia, Ungheria, Turchia e Cina, passiamo ad analizzare la presenza degli Stati Uniti nei Balcani. Gli interessi americani non sono più sicuramente quelli che orientarono il coinvolgimento degli USA nei conflitto degli anni ’90, ma non per questo sono meno rilevanti al giorno d’oggi.

Mozambico: il boom delle risorse e i suoi rischi

Negli ultimi anni il Mozambico si è rivelato un Paese estremamente ricco di risorse naturali. La scoperta più eclatante è stata senza dubbio quella del bacino di gas del Rovuma, un enorme giacimento off-shore al largo delle coste settentrionali paragonabile alle riserve norvegesi o algerine, che va ad aggiungersi a un elenco già molto lungo…

Mozambico: il conflitto tra Frelimo e Renamo dopo la fine della guerra

La politica mozambicana risente ancora enormemente delle conseguenze della guerra civile che ha insanguinato il Paese dal 1975 al 1992.  Gli accordi di pace hanno trasformato il vecchio partito unico e il movimento dei ribelli armati in partiti impegnati nel gioco democratico, ma tra Frelimo e Renamo la tensione resta alta. Il livello dello scontro…

Brexit is in the Eire: la questione del confine nord-irlandese

A pochi mesi dall’uscita ufficiale del Regno Unito dall’Unione Europea, la questione del confine irlandese rimane una delle note dolenti delle negoziazioni. Trovare una soluzione condivisa che preservi gli Accordi del Venerdì Santo sembra essere molto più difficile del previsto, nonostante entrambe le parti concordino sul fatto che un confine rigido sia da evitare ad ogni…

Camerun: Paul Biya al settimo mandato in un paese che cambia

Con il 71,28% dei voti Paul Biya è stato eletto alla presidenza del Camerun per la settima volta. Il leader ultra-ottantacinquenne mantiene quindi la carica che ormai ricopre da 36 anni, fatto che lo rende uno dei capi di stato più duraturi in Africa e nel mondo. L’unico a superarlo è il presidente della Guinea…