L’amministrazione Biden ha annunciato la scorsa settimana una nuova serie di sanzioni verso aziende cinesi. Non una novità e nessuno stupore, visti gli ultimi anni. La grande assertività di Pechino allarma gli Stati Uniti che da ormai qualche anno adottano politiche di contenimento non solo militare, ma anche economico della Cina. E se le due cose coincidono, come sembra in questo caso, è tutto ancora più chiaro.
Le ultime sanzioni
La Casa Bianca ha sanzionato una serie di imprese tecnologiche cinesi che, secondo Washington, forniscono equipaggiamenti militari alla Russia, rimpinguandone gli arsenali. Tutto questo nell’ambito del conflitto in Ucraina, la quale è invece sostenuta dal blocco euro-atlantico. Le sanzioni rappresentano un ulteriore sforzo volto a interrompere la catena di approvvigionamento del complesso militare industriale russo. L’amministrazione Biden ha espresso crescente allarme per l’alleanza tecnologico-militare tra i due rivali.
Alti funzionari statunitensi hanno espresso queste preoccupazioni alle loro controparti cinesi nelle ultime settimane. Come nel caso del viaggio del segretario del Tesoro Janet Yellen in Cina, compiuto nel mese di aprile, in cui si preannunciava l’iniziativa poi arrivata. La Yellen aveva comunque detto che, secondo le sue controparti, la Cina non fornisce aiuti militari alla Russia.
Componenti e articoli
Pechino ha quindi sì rispettato l’accordo preso con Washington di non vendere armi a Mosca mentre il conflitto in Ucraina va avanti. Ma l’elenco degli articoli venduti e spediti che possono avere un uso militare è ampio.
Il Dipartimento del Tesoro statunitense accusa le aziende sanzionate di fornire alla Russia rilevatori a infrarossi, componenti per droni e sensori di pressione utilizzati nei missili russi. Ma anche nitrocellulosa, un ingrediente per la polvere da sparo, propellente per razzi, oltre a chip, sensori e altre tecnologie.
Alcuni obiettivi delle sanzioni hanno sede in Azerbaigian, Belgio, Turchia ed Emirati Arabi Uniti. Le principali entità colpite sono la Wuhan Global Sensor Technology, la Wuhan Tongsheng Technology e la Juhang Aviation.
Pesi e contrappesi: la Cina ha bisogno di alleati
Ma se Pechino sapeva che queste sanzioni sarebbero arrivate (vedi la visita di Yellen), perché non ha interrotto le forniture? La risposta potrebbe essere che la Cina sa benissimo che per interrompere il dominio statunitense ha bisogno di alleati. Se la Russia dovesse affrontare, per quanto complicato, una rovinosa caduta, Pechino si renderebbe conto che l’Occidente potrebbe consolidare le sue risorse per affrontare la “minaccia cinese“.
Le relazioni sino-russe non sono sempre state buone, basti vedere gli avvenimenti storici durante la guerra fredda e le differenti vedute sulla dottrina comunista fra l’allora Unione Sovietica e la Cina. Scontri che portarono anche a una formale rottura diplomatica fra le parti nel 1961. Oggi una certa diffidenza permane, ma le contingenze attuali hanno avvicinato le due potenze. Tuttavia la Repubblica popolare teme che la Russia a un certo punto possa dare priorità ai propri interessi. Come nell’ipotesi in cui Donald Trump dovesse effettivamente tornare alla Casa Bianca, facendo allentare il clima teso con gli Stati Uniti.
In questo delicato gioco di pesi e contrappesi quindi, mantenere la “barra dritta” diventa fondamentale. E gli Stati Uniti godono ancora di un certo vantaggio strategico nei confronti della Cina, specialmente dal punto di vista del contenimento nel Mar cinese meridionale e in quello orientale, oltre alle relazioni con i paesi dell’Indo-Pacifico. In attesa di vedere i prossimi sviluppi a Taiwan.
Fonti e approfondimenti
Rappeport, A., “U.S. Imposes Sanctions on Chinese Companies for Aiding Russia’s War Effort”, The New York Times, 01/05/2024
Schwartz, F., Sevastopulo, D., Sheppard, D., “US includes Chinese groups in sanctions over aid to Russian military”, The Financial Times, 02/05/2024
Kawase, K., Echo, W., “U.S. sanctions China, Hong Kong entities for Russia links: What we know”, Nikkei, 02/05/2024
Meng Tan, C., “Why is China risking US sanctions by arming Russia? Survival”, The Conversation, 26/04/2024


