Guida ai missili balistici per principianti

Nelle prime ore della mattina del 29 agosto, il suono delle sirene antimissile ha riecheggiato nei centri abitati dell’isola di Hokkaido, nel nord del Giappone. L’allarme è stato seguito alle 6 ora locale da un messaggio ufficiale di Tokyo che ha avvertito la popolazione di un lancio missilistico effettuato dalla Corea del Nord  quattro minuti prima. Si è trattato dell’ennesimo test attuato dal regime di Pyongyang, ma a differenza di quelli precedenti, il missile Hwasong-12 ha pericolosamente sorvolato il territorio giapponese, destando ancora di più la preoccupazione degli Stati Uniti e dei propri alleati.

Il lancio dell’Hwasong-12, un IRBM (Intermediate Range Ballistic Missile – missile balistico a raggio intermedio), è stato una risposta di Pyongyang alle recenti esercitazioni militari condotte dagli USA insieme alla Corea del Sud con l’intento di intimidire Kim Jong-un. In luglio lo Stato nordcoreano ha già effettuato altri due test (4 e 28 luglio), utilizzando per l’occasione ICBM (Intercontinental Ballistic Missile- missile balistico intercontinentale), i quali possiedono un raggio d’azione ben più ampio. Secondo alcuni analisti USA, il regime di Pyongyang ha ormai sviluppato dei missili in grado di colpire l’Alaska, ossia il territorio statunitense.

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I missili balistici sembrano insomma essere ancora una volta le star delle relazioni internazionali! Ma cosa cambia tra un IRBM e un ICBM? E soprattutto perché sono così importanti per i calcoli strategici effettuati non solo da Washington, ma anche dalle altre potenze nucleari come Mosca e Pechino?

Per poter afferrare meglio le caratteristiche e il proposito dei missili balistici bisogna prima partire dalla differenza tra questi ultimi e i missili cruise.

Missili cruise: I missili cruise sono alimentati per la gran parte del loro volo da carburante. Essi seguono una traiettoria relativamente dritta e viaggiano con un’altitudine molto più bassa rispetto ai missili balistici. Un celebre esempio di missile cruise sono i 59 Tomahawk lanciati dagli USA contro la base aerea di Shayrat in Siria in seguito agli attacchi chimici sferrati da Assad.

Missili balistici: A differenza di un missile cruise, un missile balistico è alimentato da carburante solamente per parte del proprio percorso. Una volta che il carburante generante la spinta si esaurisce, il missile non può più cambiare direzione e la traiettoria che segue è quella determinata dalla forza di gravità (ossia una traiettoria balistica). Un missile balistico seguirà quindi un percorso ad arco, viaggiando ad un’altitudine molto più alta rispetto ad un missile cruise. Il primo vettore balistico della storia è il famoso V2 tedesco, utilizzato nella seconda guerra mondiale dai nazisti per colpire direttamente il suolo britannico. Sebbene relativamente impreciso, il V2, a causa della sua velocità, era difficilmente intercettabile dalle forze antiaeree britanniche, rendendolo un’arma all’epoca rivoluzionaria. Il predecessore del V2, il V1, era invece un primo esempio di missile cruise con una traiettoria più rettilinea rispetto al V2.

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Traiettoria di un missile balistico

I missili balistici sono delle armi straordinarie e versatili. Diversi Paesi si affidano alla loro potenza e una delle ragioni principale di questa scelta è il costo relativamente basso del loro impiego rispetto agli attacchi aerei classici. I missili non hanno un equipaggio, di conseguenza il loro utilizzo permette di evitare la perdita di piloti. Inoltre, intercettare un missile balistico, sebbene possibile, è ben più difficile che respingere un bombardamento aereo.

I vettori balistici possono essere armati con vari tipi di testate. Spesso, e non a torto, si pensa che essi siano progettati per la guerra nucleare, ma oltre che con testate atomiche, i missili balistici possono essere armati con armi convenzionali o testate chimiche e batteriologiche, rendendoli adattabili ad ogni tipo di teatro ed esigenza.

Il metodo più classico di catalogare i missili balistici è quello che prende in considerazione il loro raggio di gittata. Gli Stati Uniti dividono i missili in quattro classi:

  • Intercontinental Ballisitc Missile (ICBM) – più di 5500 chilometri di gittata;
  • Intermidiate-range Ballistic Missile (IRBM) – la cui gittata è compresa tra 3000 e 5500 kilometri;
  • Medium-range Ballisitic Missile (MRBM) – con gittata compresa tra 1000 e 3000 kilometri;
  • Short-range Ballistic Missile (SRBM) – con raggio di gittata minore di 1000 kilometri.

Ovviamente il primo posto di questa classifica è occupato dai Missili Balistici Intercontinentali, ma perché questi ultimi sono così importanti nelle considerazioni strategiche dei vari Stati? La risposta è facilmente intuibile. Un ICBM conferisce la possibilità ad un attore internazionale di colpire o minacciare di colpire un avversario dall’altra parte del globo, rendendo il costo di un conflitto molto elevato. Nel caso della Corea del Nord il vantaggio di possedere dei missili intercontinentali è ancora più marcato. Pyongyang è una potenza regionale, ma la possibilità di colpire gli Stati Uniti con un ICBM dall’altro lato del Pacifico gli conferisce il potere di trasformare un conflitto da regionale a internazionale, alzando così la posta in gioco.                       

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La classificazione sopra enunciata è una delle tante esistenti. Altri Paesi utilizzano categorizzazioni diverse in base ai loro scopi. Un esempio è costituito dalla Russia la quale divide i missili balistici nel seguente modo:

  • Strategic– più di 1000 chilometri di gittata;
  • Operational-Strategic – tra i 500 e i 1000 chilometri di gittata;
  • Operational – tra i 300 e i 500 chilometri;
  • Operational – tactical – tra i 50 e i 300 chilometri;
  • Tactical– con gittata fino a 50 chilometri;

Come è possibile notare, questa classificazione predilige invece l’utilizzo strategico o tattico che si fa di un missile balistico. Ma in base a quali criteri attribuiamo un vettore alla categoria dei missili strategici o a quella dei missili tattici? In questo caso la distinzione non è del tutto netta, e molto dipende dal contesto che si prende in considerazione o dall’obiettivo che si persegue. Di solito si considerano strategici i missili a lungo raggio (come gli ICBM) armati con testate nucleari. Essi infatti sono concepiti per colpire le città e i punti nevralgici dell’avversario (fabbriche, basi militari, capitali etc.), al fine di porlo nelle condizioni di non poter continuare la guerra. Essi sono anche in grado di creare un deterrente reale e di far desistere un qualunque nemico da un attacco bellico. I missili strategici sono insomma in grado di decidere le sorti di un intero conflitto e non di singole battaglie o operazioni.

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Per quanto riguarda i missili tattici, essi sono di solito vettori con gittata più breve e armati convenzionalmente. Essi possono essere utilizzati per conseguire scopi immediati sul campo di battaglia o su un teatro di guerra più ridotto. Tuttavia, non necessariamente i missili tattici devono essere armati con testate convenzionali. Di fatto esistono testate nucleari con potenza ridotta, definite per l’appunto tattiche. Una potenza la cui dottrina militare si basa in parte su questo tipo di vettori è la Russia. Mosca, in caso di conflitto generalizzato si troverebbe a difendere un territorio sterminato, senza particolari barriere naturali e in condizioni di inferiorità numerica se si considera l’enorme potenziale della NATO. I missili tattici armati di testate atomiche a potenza ridotta avrebbero quindi lo scopo di arrestare un’avanzata massiccia di forze convenzionali nemiche in territorio russo. In questo caso, l’obiettivo delle testate sarebbero le forze armate nemiche in fase di invasione e non i centri nevralgici di un Paese, di conseguenza si parla di armi tattiche.

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Missile Pukguksong-2 in fase di lancio

Tuttavia, anche i missili di gittata più breve possono essere utilizzati in maniera strategica. L’esempio più celebre è quello della crisi missilistica di Cuba del 1962. Gli SS-4 e SS-5, che i sovietici stavano posizionando nella Cuba Castrista, erano dei Missili Balistici a medio raggio, ma il loro effetto sarebbe stato quello di ridurre il divario strategico tra USA e URSS (Mosca disponeva in quel momento di solo 44 vettori intercontinentali mentre gli americani ne avevano 176). Ma come fanno dei missili a medio raggio a ridurre il gap strategico con gli USA? La risposta è molto semplice: piazzandoli più vicino al territorio americano, come appunto i sovietici intendevano fare a Cuba. La crisi in fine si risolse con un accordo che, per quanto riguarda i missili, prevedeva il ritiro dgli SS-4 e SS-5 da Cuba in cambio della rimozione dei missili Jupiter USA, anche essi MRBM, dalla Turchia. Tra i criteri per classificare un missile come strategico o tattico va inserita quindi anche la posizione da cui si può colpire il nemico.

Il mondo dei missili balistici è molto complicato, e non esistono classificazioni nette. Con questo articolo si spera di aver fornito degli elementi di chiarezza per il lettore, utili ad orientarsi nella scottante tematica dei missili Nord Coreani, ma anche nelle relazioni USA- Russia e USA – Cina.

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Fonti e Approfondimenti:

http://science.howstuffworks.com/difference-ballistic-cruise-missile.htm

https://fas.org/nuke/intro/missile/icbm.htmhttps://fas.org/nuke/intro/missile/basics.htm

http://www.dw.com/en/what-is-an-intercontinental-ballistic-missile/a-39534486

http://www.aerospaceweb.org/question/weapons/q0223.shtml

http://www.au.af.mil/au/awc/awcgate/nssc/op-ed/tactical_versus_strategic_distinction.pdf

Ballistic and Cruise Missile Threat, Defense Intelligence Ballistic Missile Analysis Committee, 2017

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