Le sfide internazionali del governo italiano: la Cina

La Cina è il terzo paese più importante per l’import italiano. È difficile, anzi impossibile, pensare di poter portare avanti un esecutivo senza dover prendere posizione nei confronti del colosso asiatico. Eppure la campagna elettorale, pur portando molti temi interessanti sul tavolo, non ha visto un dibattito sull’Asia.

Per questo motivo Pechino rappresenta una delle grandi sfide che il governo Conte dovrà fronteggiare e sul quale, inevitabilmente, i cittadini daranno un giudizio nei prossimi mesi ed elezioni. Possono essere definiti tre grandi punti su cui la relazione bilaterale Italia-Cina si regge e il filo conduttore è sicuramente l’economia.

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1. Gli investimenti diretti cinesi in Italia

Nel 2013, anno dell’ultima campagna elettorale, gli investimenti cinesi erano appena €138 milioni. Nel corso dell’ultima legislatura però la Cina ha iniziato a investire fortemente nel Paese. Nonostante la necessità per l’Italia di attrarre gli investimenti esteri, c’è da sottolineare come questo sbalzo sia dovuto principalmente a un disegno molto più ampio del governo di Pechino. In ogni caso, nel 2014 oltre €2,6 miliardi cinesi sono entrati nella penisola italiana; mentre nel 2015 il totale degli investimenti cinesi è stato poco più di €7,5 miliardi, il dato più elevato della storia delle relazioni commerciali tra i due Paesi. Nel 2016, invece, “solo” €1 miliardo è stato investito, ma questo è anche dato da una necessità di bilanciare i conti con i dati del 2015. Questo è il principale motivo per cui ci sono state alcune, timide, affermazioni da parte di alcuni neo-ministri riguardo alla Cina prima del loro insediamento.

 

 

 

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2. La Nuova Via della Seta

Sempre parlando di economia, il grandissimo progetto infrastrutturale e di cooperazione dell’Eurasia sponsorizzato da Pechino si disloca in due grandi rami. Il primo è via terra (il quale a sua volta si distingue in ramificazione nord, centro e sud) e parte dalla Cina per arrivare in Italia, Francia e Spagna. Il Presidente Mattarella ha incontrato in Cina il leader comunista Xi Jinping, così come il primo ministro Paolo Gentiloni, riaffermando il grande interesse italiano nei confronti del progetto.

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3. La Via Marittima del XXI secolo

Il secondo ramo è quello marittimo che parte dall’isola di Hainan, Cina del sud, e arriva proprio in Italia passando per l’oceano Indiano e lo stretto di Suez e arrivando nei nostri porti. La sfida è evidente: attirare coscientemente i progetti infrastrutturali nei nostri porti per poter aumentare le nostre opportunità senza però firmare accordi svantaggiosi.

 

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Conclusioni

Il Ministro dell’Economia Tria, dello Sviluppo Economico Di Maio e delle Infrastrutture Toninelli saranno i tre principali ministri a dover interagire maggiormente con il governo cinese e Bruxelles in questa direzione di cooperazione. Attirare gli investimenti cinesi e saperli indirizzare è un compito molto difficile e al quale solo attraverso un forte spirito di collaborazione e arricchimento all’interno delle istituzioni dell’Unione Europea sarà possibile raggiungere risultati soddisfacenti. La Cina potrebbe essere una delle più grandi sfide al governo perché non può essere fronteggiata singolarmente dagli Stati appartenenti all’UE. Dall’altro lato, è impossibile pensare a un’Italia senza l’aiuto della seconda potenza economica mondiale. Quale strada verrà presa dal governo, il rafforzamento della cooperazione o soccombere sotto la complessità cinese?

 

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Fonti e Approfondimenti:

http://www.limesonline.com/rubrica/le-esercitazioni-cina-italia-nel-mediterraneo-e-il-treno-per-milano-luglio-lungo-le-nuove-vie-della-seta (foto)

Casarini, N., Chinese Investment in Europe. A Country Level, ETNC, December 2017

https://www.merics.org/en/papers-on-china/chinese-investment-europe-record-flows-and-growing-imbalances (foto)

https://uk.reuters.com/article/uk-italy-christians-colosseum/romes-colosseum-turned-red-to-protest-pakistan-blasphemy-law-idUKKCN1G80W3 (foto)

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