Europa27: La Francia dell’europeista Macron

Nel complicato scenario che vede l’Europa divisa tra populisti, sovranisti ed europeisti, la Francia rappresenta un Paese interessante da osservare in vista delle prossime elezioni europee di maggio. A capo della République c’è, infatti, Emmanuel Macron, il più giovane presidente della storia repubblicana francese che due anni fa, appena eletto, sfilava al Louvre sulle note dell’Inno alla Gioia.

Dopo aver analizzato i protagonisti e i programmi della prossima sfida elettorale in terra francese, andiamo ora ad analizzare quale sia lo stato di salute dell’europeismo in Francia e, in particolare, se Macron sia riuscito nel suo intento di rappresentarlo a pieno.

Una presidenza europeista

L’europeismo di Macron non è mai stato nascosto. Anzi ne ha fatto spesso il suo punto di forza, presentandosi più volte come baluardo del progetto di integrazione europea. Il 26 settembre 2017, Macron ribadiva il suo punto di vista in un celebre discorso sull’Unione europea tenuto a La Sorbonne «pour une Europe souveraine, unie, démocratique». L’Europa veniva in quell’occasione definita come «un’idea portata avanti da pionieri, da ottimisti e visionari di cui dobbiamo continuamente riappropriarci».

Aggiungeva poi che «solo l’Europa può assicurare una sovranità vera, vale a dire la nostra capacità di esistere nel mondo attuale per difendere i nostri valori e i nostri interessi». Tra le principali tematiche e sfide sottolineate in quel contesto dal presidente, venivano indicate la sicurezza e, quindi, l’importanza di avanzare sul piano della politica di difesa comune, la politica dell’immigrazione, la politica agricola comune e l’unione economica e monetaria. È, infatti, dello stesso Macron l’idea di nominare un ministro dell’economia e delle finanze della zona euro.

Ma come ha portato avanti le sue idee in questi due primi anni di mandato? Lo scorso anno avevamo tracciato un bilancio del primo anno di presidenza, nel quale era emerso l’isolamento sulla scena europea delle proposte di Macron riguardanti lo sviluppo dell’Unione Europea. L’unico alleato su cui poter contare per portare avanti le sue idee sembrava, già allora, essere la sola Germania di Angela Merkel.

Tuttavia, un dato da tenere in considerazione era rappresentato dalla freddezza dell’opinione pubblica tedesca per la visione di Europa promossa da Macron e da una Merkel poco incline a spendere il suo peso politico per seguire l’alleato francese. Eppure, in un anno la situazione è cambiata, e questa vicinanza è stata da poco rafforzata dal Trattato di Aquisgrana firmato da Macron e Merkel il 22 gennaio 2019 per confermare l’asse franco-tedesco.

Sul piano internazionale, Macron ha voluto mostrarsi come portavoce dell’Unione stessa, trasmettendo però l’immagine di un’Unione europea un po’ ristretta. Nell’ambito dei dialoghi e dei negoziati ora in corso con la Cina per l’iniziativa della nuova Via della Seta e dopo aver concluso diversi contratti bilaterali, che vanno dal settore energetico a quello aerospaziale, il presidente francese ha voluto trasformare l’incontro programmato all’Eliseo con il presidente Xi Jinping in un’opportunità di confronto di quest’ultimo con l’Unione, per veicolare l’immagine di un’Unione europea più coesa. Tra gli invitati figuravano, però, solamente Angela Merkel e Jean Claude Junker, figure certo importanti nel panorama europeo ma non le uniche che possono rappresentare l’Unione nelle sue relazioni esterne.

Verso le elezioni europee

L’Eurobarometro ha condotto nel novembre 2018 un sondaggio sul «futuro dell’Europa» per trarne indicazioni riguardo le posizioni sostenute dai cittadini europei. Per quanto riguarda la Francia, i risultati mostrano che vi è una diffusa considerazione dell’Europa come luogo di stabilità rispetto a uno scenario internazionale complicato. In generale, più della metà degli intervistati è ottimista rispetto alle future aspettative che il progetto europeo può garantire ai giovani, sebbene la percentuale del 61% sia inferiore alla media europea del 69%. Per quanto riguarda i temi trattati, la disoccupazione risulta essere la principale fonte di preoccupazione per i francesi, seguita dalle diseguaglianze sociali e il terrorismo.

aaa
Il 76% degli intervistati in Francia è d’accordo nel ritenere l’Ue un luogo di stabilità. Fonte: Eurobarometro
bbb
Il 61% degli intervistati in Francia ritiene che il progetto europeo offra una prospettiva futura per i giovani. Fonte: Eurobarometro

Oggi, come per le elezioni presidenziali del 2017, il principale avversario politico di Macron, ovvero per il suo partito La République en Marche, sembra essere Rassemblement National di Marine Le Pen. Si tratta di due posizioni molto distanti tra di loro sia per quanto riguarda politiche e tematiche più interne, sia per l’atteggiamento mostrato verso il progetto europeo.

La politica francese è stata negli ultimi mesi agitata dalle manifestazioni dei gilet jaunes, che, scesi inizialmente in piazza per manifestare contro l’aumento delle tasse sui carburanti, hanno dimostrato la loro opposizione alla figura di Macron e al suo operato. Il presidente aveva quasi subito risposto alle richieste rivendicate dai manifestanti, promettendo non solo di annullare gli aumenti previsti, ma anche un innalzamento del salario minimo e l’esenzione dalle tasse per le ore di straordinario. Le proteste, però, non sono terminate ma sono andate avanti ogni sabato in tutta la Francia, nonostante il numero dei partecipanti stia diminuendo di volta in volta e vi sia il divieto di manifestare sugli Champs-Elysées. Marine Le Pen, a capo del Rassemblement National, ha sostenuto che l’esecutivo sia la causa dei disordini e delle violenze e lo ha accusato di mettere i francesi gli uni contro gli altri.

I disordini e le proteste diffuse in tutto il Paese erano state anche all’origine della scelta di Macron di aprire un «Grande Dibattito Nazionale» con una lettera al popolo francese del 13 gennaio 2019. L’obiettivo consisteva nello stimolare delle ampie discussioni tra la popolazione francese su quattro principali macro-tematiche: la fiscalità e le spese pubbliche, l’organizzazione dello Stato e dei servizi pubblici, la transizione ecologica e, infine, la democrazia e la cittadinanza. Per due mesi, fino al 15 marzo, i francesi erano quindi invitati a presentare proposte, ipotesi e domande riguardo i temi individuati.

Nel momento più caldo delle proteste era stata avanzata l’ipotesi della presentazione di una lista dei gilet jaunes per le elezioni europee di maggio, Ralliemenent d’Iniziative Citoyenne, con capolista Ingrid Levavasseur, per poi trasformarsi nella proposta di una frammentazione del movimento in liste differenti. L’ipotesi della candidatura alle elezioni europee appare oggi meno probabile, anche se non ancora smentita e, anzi, presente anche nei diversi sondaggi pre-elettorali.

La strategia di Macron

Davanti alla prospettiva dell’uscita del Regno Unito dall’Unione, Macron aveva proposto che i 73 seggi britannici del Parlamento europeo venissero assegnati attraverso la costituzione di liste trasnazionali. Nonostante tale ipotesi non sia stata accolta, Macron ha voluto inserire l’elemento della transnazionalità all’interno delle candidature de La République en Marche, candidando per esempio l’italiano Sandro Gozi.

Avvicinandosi il giorno delle elezioni, Macron ha inviato una lettera aperta ai cittadini dell’Unione europea pubblicata in tutti i 28 Paesi dell’Unione, dal titolo «per una rinascita europea». Nel testo vengono indicate delle priorità sulle quali intervenire. Tra queste, in primo luogo si parla di sicurezza e della necessità di rivedere le norme del Trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone. Della sicurezza si parla anche in termini di politica di difesa con la proposta della creazione di un Consiglio europeo di sicurezza.

Per quanto riguarda più da vicino la partecipazione politica e le elezioni, Macron propone la creazione di un’Agenzia europea di protezione delle democrazie che sia incaricata di proteggere i processi elettorali nell’Unione. In particolare, la disinformazione e le manipolazioni esterne delle elezioni sembrano essere i pericoli principali. Anche l’ecologia assume un ruolo rilevante tra le proposte. Il presidente francese ipotizza, infatti, la creazione di una banca europea del clima che finanzi la transizione ecologica del continente.

Conclusioni

La Francia di Macron si avvicina, dunque, alle prossime elezioni europee in un clima sociale tutt’altro che tranquillo. Le manifestazione dei gilets jaunes degli ultimi mesi hanno evidenziato l’esistenza di un malessere sociale esistente. In questo contesto la proposta elettorale francese sembra essere piuttosto ampia e la posizione de La République en Marche si presenta come dichiaratamente a favore dello sviluppo del progetto europeo. Proprio con l’avvicinarsi di questo appuntamento elettorale, il presidente francese non ha esitato a percorrere diverse vie per presentarsi come ispiratore di un rilancio del progetto europeo.

Fonti e Approfondimenti

Emmanuel Macron, Discorso a La Sorbonne, 26/09/2017, https://www.elysee.fr/emmanuel-macron/2017/09/26/initiative-pour-l-europe-discours-d-emmanuel-macron-pour-une-europe-souveraine-unie-democratique

Emmanuel Macron, Pour une Renaissance européenne, 04/03/2019, https://www.elysee.fr/emmanuel-macron/2019/03/04/pour-une-renaissance-europeenne

Programma di Macron per l’Europa, 2017, https://en-marche.fr/emmanuel-macron/le-programme/europe

Eurobarometro, Future of Europe, 11/2018, http://ec.europa.eu/commfrontoffice/publicopinion/index.cfm/Survey/getSurveyDetail/yearFrom/1974/yearTo/2019/surveyKy/2217

Alessandro Latterini, Il punto sulla Francia: i partiti si preparano per le Europee, YouTrend, 02/04/2019, https://www.youtrend.it/2019/04/02/il-punto-sulla-francia-i-partiti-si-preparano-per-le-europee-sondaggi-macron-le-pen/

Alessandro Latterini, Il punto sulla Francia: la risposta di Macron alla crisi, YouTrend, 01/02/2019, https://www.youtrend.it/2019/02/01/francia-risposta-macron-crisi/

Gilets jaunes. Pou Marine Le Pen, l’exécutif est «l’auteur du désordre», Ouest France, 09/01/2019, https://www.ouest-france.fr/politique/marine-le-pen/gilets-jaunes-pour-marine-le-pen-l-executif-est-l-auteur-du-desordre-6164296

Laurent de Boissieu, Ces «gilets jaunes» qui préparent les élections européennes 2019, La Croix, 03/04/2019, https://www.la-croix.com/France/Politique/gilets-jaunes-preparent-elections-europeennes-2019-04-03-1201013292

Share this post

Rispondi