Gli interessi economici e geopolitici della Russia a Cipro

Cyprus-russian flag combination CC @Wikimedia Commons

di Francesca Santacatterina

Negli ultimi anni, il Cremlino ha puntato al Mar Mediterraneo per ampliare la propria sfera di influenza, cercando di proiettarsi in ciascun Paese del bacino con modalità diverse. 

In Siria, la Russia è presente militarmente a sostegno del regime di Assad e ha nel Paese alcune basi aeree e navali. In Libia, combattono i mercenari russi della compagnia Wagner. Con l’Egitto, Mosca ha stipulato degli accordi per la vendita di armi. Le relazioni con la Turchia invece sono ambivalenti perché i due Paesi sono, al contempo, partner e rivali a causa delle rispettive ambizioni “imperiali”. Uno dei rapporti più interessanti, però, è quello che la Russia intrattiene con Cipro.

Il legame tra Russia e Cipro risale ai tempi dellUnione Sovietica. Il dialogo tra i rispettivi partiti comunisti e allinfluenza della Chiesa ortodossa hanno favorito il riconoscersi di russi e ciprioti come popoli affini, accomunati da vicinanze culturali. Le relazioni tra i due Paesi, infatti, non si limitano a quelle tra governi ma hanno grande rilevanza anche i rapporti intessuti dai privati cittadini.

Il Cremlino a Cipro

Per la Russia è fondamentale tutelare gli investimenti bancari e immobiliari dei propri cittadini sullisola, soprattutto perché molti di essi sono riconducibili a oligarchi e imprenditori vicini al Cremlino. Così, attraverso Cipro, la Russia espande la propria presenza economica in Europa e non solo. 

Lo conferma un’inchiesta condotta dal Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi di Washington (International Consortium of Investigative Journalists, ICIJ). I giornalisti hanno fatto emergere l’esistenza di diversi depositi in banche cipriote – di cui uno riconducibile allo stesso presidente Vladimir Putin – che sarebbero stati utilizzati per finanziare partiti euroscettici come il Front National francese e il Partito della libertà austriaco (FPO). 

Inoltre, il Mediterraneo stesso è un’area di particolare importanza strategica. Esercitando nell’area il suo soft power, la Russia cerca di riaffermarsi come grande potenza nel panorama internazionale, rompendo così l’isolamento in cui l’ha costretta l’Occidente dopo la crisi ucraina. Per farlo, Mosca ha bisogno di alleati e in tal senso coltiva relazioni con Egitto, Israele e soprattutto Cipro, con cui collabora nei settori dell’energia e della sicurezza.

Consolidare la propria influenza a Cipro è fondamentale per la Russia anche in funzione della relazione con la Turchia. Perché gli interessi dei due Paesi nella regione sono contrastanti e il fatto che il Cremlino abbia un avamposto così vicino alle coste turche costituisce un fattore di modulazione dei rapporti di forza tra Mosca e Ankara

In riferimento alla questione cipriota, la Russia ha sempre sostenuto la Repubblica di Cipro, condannando le azioni della Turchia sia a livello diplomatico che militare. Con il posizionamento di una portaerei a difesa delle acque cipriote, nel 2013 Mosca è stata l’unica a intervenire quando Ankara ha minacciato le trivellazioni allora in corso nella Zona economica esclusiva di Cipro per trovare possibili giacimenti di idrocarburi.

In cambio del suo sostegno, Nicosia ha concesso al Cremlino l’utilizzo di alcuni suoi porti come base d’appoggio per la flotta russa, che in questo modo può raggiungere facilmente la Siria dove è impegnata militarmente.

Gli interessi economici dei russi

Se i legami politici tra Russia e Cipro sono estremamente importanti, risultano ancora più rilevanti quelli esistenti tra i cittadini russi e la piccola isola del Mediterraneo. Tra i fattori che hanno reso Cipro un Paese particolarmente interessante per i russi spicca il suo vantaggioso sistema fiscale

Come molti altri Stati piccoli e privi di risorse, l’isola ha fondato la propria economia sul settore finanziario. Ciò è stato possibile grazie al consolidamento di un ampio sistema bancario, bassissima tassazione dei capitali, regolamentazione leggera fondata sul common law britannico e un insieme di convenzioni bilaterali per evitare doppie imposizioni (quella con la Federazione Russa risale al 1998). Dunque, la ricchezza di Cipro si fonda principalmente sui depositi e sugli investimenti stranieri

I russi sono tra i maggiori fruitori dei servizi finanziari ciprioti. Nel 2012, la società Moody’s stimava che i depositi di aziende e banche russe a Cipro corrispondessero a 31 miliardi di dollari – cifra superiore al PIL del Paese. Nell’isola, i russi hanno trovato anche una via per riciclare il denaro proveniente da attività illecite. Il sistema fiscale cipriota, infatti, favorisce la costituzione di società di comodo attraverso le quali i capitali possono rientrare in Russia “puliti” come legittimi investimenti all’estero.

Sebbene le accuse esplicite di riciclaggio siano poche, il quadro complessivo emerge piuttosto chiaramente dalle indagini condotte da Moneyval (Comitato di esperti sulle misure antiriciclaggio del Consiglio d’Europa) e da alcuni casi di cronaca. Il più famoso è indubbiamente quello che ha coinvolto l’avvocato russo Sergei Magnitsky, arrestato nel 2008 e ucciso in una prigione moscovita nel 2009 dopo aver accusato alcuni ufficiali russi di aver portato a Cipro 30 milioni di dollari derivanti da una frode fiscale.

Questa tendenza ha caratterizzato le relazioni tra Russia e Cipro soprattutto negli anni Novanta e nel primo decennio del Duemila, ma ultimamente ha subito una flessione a causa delle pressioni dell’Unione europeaNel febbraio del 2013, Cipro ha raggiunto un accordo con l’UE per la concessione di 13 miliardi di dollari di aiuti, indispensabili per salvare il Paese dalla crisi finanziaria che lo aveva duramente colpito nel 2011: tra le condizioni del prestito, c’era anche la riforma strutturale del sistema finanziario, che comprendeva la predisposizione di controlli più stringenti sugli investimenti provenienti dall’estero. 

Come conseguenza, molti russi hanno prelevato i propri depositi dalle banche cipriote e diverse società internazionali hanno spostato la sede in altri Paesi, come Malta e Paesi Bassi. Tuttavia, bisogna rilevare come ancora oggi il sistema fiscale cipriota sia tra i più vantaggiosi d’Europa: le società residenti sono soggette a un’aliquota del 12,4% e i loro dividendi sono esenti da tassazione. Pertanto, seppur diminuiti, gli investimenti russi sull’isola sono ancora considerevoli.

Il sistema dei passaporti d’oro e l’acquisto della cittadinanza

Mosca ha innescato un processo per cui col crescere dei propri investimenti sull’isola, aumentano anche i servizi rivolti ai cittadini russi, favorendo così larrivo costante di nuovi flussi di persone e capitali. 

Oggi, alcune città dellisola (Limassol, tra tutte) sono delle vere e proprie enclave russe: mete privilegiate di turismo dove molti decidono di trasferire non solo i propri affari ma anche la propria vita familiare. La lingua russa è molto conosciuta; ci sono scuole, ristoranti e negozi russi e molte insegne e indicazioni sono scritte in cirillico.

Al rafforzamento della comunità russa dell’isola ha contribuito anche il “sistema di cittadinanza per investimento”, introdotto nel 2013 dal presidente cipriota Nikos Anastasiadīs per risollevare le finanze dello Stato. Il sistema consiste nella possibilità di ottenere la cittadinanza a fronte dell’acquisto di proprietà immobiliari per un valore minimo di 2 milioni di euro o di 2,5 milioni in titoli di Stato o società locali

Transparency International stima che, grazie a questo business, Cipro abbia guadagnato più di 6 miliardi di euro e tra il 2013 e il febbraio 2018 abbia concesso 3.158 passaporti doro (golden passport), di cui più della metà a cittadini russi. 

È importante sottolineare che chi acquista la cittadinanza cipriota può godere di tutte le libertà dei cittadini dellUnione europea, in particolare quella di movimento. La concessione di questi cosiddetti passaporti d’oro si traduce, quindi, in evidenti problemi di sicurezza, soprattutto considerando che i nominativi di chi ne usufruisce non sono resi pubblici.

Un’inchiesta di Al Jazeera, pubblicata il 12 ottobre, ha fatto emergere la corruzione del sistema: diversi politici ciprioti – tra cui il presidente del Parlamento Demetris Syllouris, che a causa dello scandalo si è appena dimesso – sarebbero direttamente coinvolti e più volte si sarebbero adoperati per aggirare la legge che vieta di concedere i passaporti d’oro alle persone con condanne penali a carico. A seguito dell’inchiesta, il governo cipriota ha dichiarato che dal 1 novembre 2020 il sistema di cittadinanza per investimento sarà sospeso. 

Quale sarà il futuro delle relazioni tra Russia e Cipro?

La riforma del sistema finanziario cipriota del 2013 poteva essere l’occasione per limitare le ingerenze russe sull’isola, ma a distanza di sette anni possiamo affermare che ciò non è accaduto. La presenza russa a Cipro è ancora molto forte, per merito degli investimenti nei settori immobiliare, turistico e soprattutto bancario, ma anche grazie al trasferimento in loco di società legali e di consulenza che trovano sull’isola una giurisdizione flessibile. 

Tuttavia, la recente notizia della sospensione del sistema dei passaporti d’oro avrà certamente delle conseguenze per i russi. Per comprenderne appieno la portata, sarà necessario prestare attenzione all’evolversi di queste dinamiche, che potrebbero avere rilevanza anche a livello geopolitico nel caso in cui il flusso di russi verso Cipro dovesse subire una drastica diminuzione. Questa decisione da parte di Cipro è stata accolta positivamente dall’UE, che vede nella relazione tra Mosca e Nicosia una preoccupazione per la sicurezza e la lotta alle attività illecite nel proprio territorio (in particolare al riciclaggio di denaro).

L’evolversi del rapporto tra Russia e Cipro potrebbe fungere da “termometro” della più generale relazione di Mosca con l’Unione europea. Una relazione che al momento è caratterizzata da una crisi politica sempre più grave. La situazione cipriota, quindi, è da tenere sotto osservazione anche per capire meglio dinamiche più ampie e complesse che riguardano l’Europa nella sua interezza. 

 

Fonti e approfondimenti

Al Jazeera, “Cyprus officials implicated in plan to sell passport to criminals”, 12/10/2020

Osservatorio Russia, “Cipro-Russia: un rapporto speciale che lega Mosca al Mediterraneo orientale”, 11/06/2020  

Lovotti, Chiara & Sučkov, Maksim, “In Medio Oriente per tornare a contare”, Limes. La Russia non è una Cina, 05/2020  

Santoro, Daniele, “L’America produce l’intesa tattica fra Turchia e Russia”, Limes. La Russia non è una Cina, 05/2020 

Peel, Michael, “Moscow on the Med: Cyprus and its Russians”, Financial Times, 15/05/2020

Melakopides, Costas, “Contradictory Perceptions of Current Russia-Cyprus Relations”, RIAC, 13/05/2019

Transparency International and Global Witness 2018, “European Getaway. Inside the murky world of golden visas” 

Rettman, Andrew, “Illicit Russian billions pose threat to EU democracy”, EU Observer, 21/04/2017

Grove, Thomas, “Russia, Cyprus sign military deal on use of Mediterranean ports”, Reuters, 26/02/2015

Moscatelli, Orietta, “Riciclaggio, lusso e gas: perché la Russia tiene a Cipro”, Limes, 20/03/2013

Clover, Charles, “Russian money streams through Cyprus”, Financial Times, 6/02/2013

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