L’enorme potenziale della Shanghai Cooperation Organization

In uno scenario internazionale dove l’unipolarismo imposto dagli Stati Uniti viene ormai messo  in discussione da potenze sfidanti, diverse arene alternative di dialogo e cooperazione economica vanno ad assumere sempre più un ruolo strategico fondamentale. La  regione eurasiatica è senza dubbio la  compagine geopolitica in cui questo fenomeno è  più  evidente. Ci siamo già soffermati in precedenza su tre grandi temi che nel loro dinamismo abbracciano l’intera Eurasia, ossia la Silk Road Economic Belt  (la Nuova Via della Seta – un progetto colossale di investimenti per la costruzione di infrastrutture promosso dalla Cina in tutta la regione a partire dal 2013), la creazione della Banca Asiatica di Investimento per le Infrastrutture e il lento processo di avvicinamento tra Mosca e Pechino. A questo mosaico di cooperazione tra Asia Centrale ed Estremo Oriente, possiamo aggiungere un altro tassello che rafforza ancora  di più lo slittamento  del sistema internazionale verso un maggior multilateralismo e verso lo sviluppo di sacche geografiche da cui gli USA sono tagliati fuori.

La Shanghai Cooperation Organization (SCO), fondata nel 2001 e composta da Russia, Cina,  Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan e molto presto anche da Pakistan e India. La SCO si  configura come un’organizzazione con scopi politici e di sicurezza molto vasti. L’organizzazione trova le  sue origini nella Shanghai Five fondata nel 1996 di cui facevano parte Russia, Cina,  Kazakistan, Tagikistan, Kirghizistan. Con l’entrata  anche dell’Uzbekistan, l’organizzazione ha preso poi il nome di Shanghai Cooperation Organization. Oltre agli Stati elencati, fanno parte della SCO con lo status di osservatori Afghanistan, Bielorussia, Iran e Mongolia.

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L‘obiettivo  principale della SCO è quello di rafforzare la fiducia tra gli Stati membri e di favorire la cooperazione in diversi settori; da quello economico a quello culturale. Dal punto di vista della sicurezza, la SCO si impegna invece a combattere i così detti tre mali: terrorismo, separatismo ed estremismo. La Regional Anti-Terrorist Structure (RATS), con sede a Tashkent, la capitale dell’Uzbekistan, costituisce il principale organismo tramite il quale il problema della sicurezza viene affrontato dalla SCO.

Nell’ottica  della lotta al terrorismo, gran parte delle attenzioni dell’organizzazione sono rivolte all’Afghanistan. Gli Stati membri infatti considerano l’estremismo religioso e il traffico di droga nel Paese come una minaccia per la Regione, in quanto l’instabilità interna dell’Afghanistan potrebbe man mano espandersi ad altri Stati dell’Asia Centrale. Considerando tale pericolo, nel 2012, durante il summit annuale tenutosi a Pechino, Kabul ha ottenuto  lo status di osservatore al fine di facilitare gli sforzi della SCO nella contrastare la minaccia posta dal fanatismo religioso. Il Presidente afghano, Ashraf Ghani, ha più volte incitato una maggiore cooperazione con la SCO nella lotta al terrorismo, ma fino ad oggi l’organizzazione si è impegnata solo in maniera  marginale nel proprio appoggio all’Afghanistan.

Tuttavia, diverse iniziative a livello bilaterale sono state attuate per rafforzare le capacità di State building  dell’Afghanistan.  La  Cina ha certamente ricoperto un ruolo maggiore nel fornire aiuto al governo di Kabul. Al momento lo Stato guidato da Xi Jinping è quello che ha più investito in Afghanistan e i cinesi hanno un grande interesse nel far sì che le energie e  le  risorse spese nel Paese non vadano perdute. Anche la Russia si è attivata per favorire la stabilizzazione dell’Afghanistan tramite la fornitura di armi all’esercito di Kabul ed investendo in alcuni progetti di carattere economico.

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Il Segretario del Partito Comunista Cinese Xi Jinping e Ashraf Ghani, Attuale Presidente dell’Afghanistan

La  cooperazione economica ricopre  sicuramente la  funzione più importante della SCO. L’organizzazione infatti crea terreno fertile per la Silk Road Economic Belt Cinese, facilitandone l’espansione e costituendo un’arena di dialogo politico  necessaria per il suo sviluppo. Ma la Nuova Via  della Seta non è l’unico progetto di  cooperazione rafforzato dalla SCO. Anche l’Unione Economica Eurasiatica (UEE) promossa da Mosca e della quale  fanno  parte (oltre alla Russia) Kazakistan e Kirghizistan, si interseca alla perfezione con gli scopi della SCO. Inoltre, è da notare come tra i Paesi che fanno parte della Shanghai Cooperation Organization ci siano Stati con risorse naturali di gas e petrolio tra le più grandi al mondo (come per esempio Russia e Kazakistan). Russia e Cina hanno già dato inizio a vari progetti che prevedono la costruzione di oleodotti e gasdotti, e la possibilità che la SCO  possa un giorno dare vita ad un unico grande mercato energetico non è da sottovalutare.

Nel 2016, nel corso del summit a  Tashkent in Uzbekistan, si è dato il via libera ad India e Pakistan per divenire definitivamente Stati membri dell’organizzazione. L’entrata nella SCO dei due Paesi potrebbe essere sancita nel giugno del 2017 in occasione del summit annuale ad Astana, capitale del Kazakistan. India e Pakistan sono due potenze nucleari rivali e costantemente in conflitto tra loro. Il presidente dell’Uzbekistan, Ismail  Karimov, si era inizialmente opposto all’entrata di Nuova Delhi e Islamabad nella SCO, evidenziando come le due potenze in conflitto potrebbero creare non pochi problemi nel settore della sicurezza per l’organizzazione. Anche la Cina si era dimostrata diffidente nell’accettare l’entrata di India e Pakistan, in quanto parte del Kashmir è  occupato anche da forze cinesi (per non parlare di altre dispute territoriali tra Cina e India). Tuttavia, sia Cina che Uzbekistan hanno finito per  accettare l’entrata di India e Pakistan nella SCO, la quale includerà ben presto il 50% del territorio Euroasiatico, il 45% della popolazione globale, il 19% del  PIL mondiale e ben 4 potenze nucleari (Cina, Russia, India, Pakistan). Sicuramente possiamo quindi parlare di un passo avanti dal punto di vista quantitativo, ma fare entrare due Paesi tra loro  rivali in un’organizzazione vasta come la SCO costituisce un grande passo indietro dal punto  di vista qualitativo.

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Chi ci guadagna dall’entrata di India e Pakistan è probabilmente la Russia. L’inclusione dei due Paesi permette alla SCO di assumere una postura orientata anche verso l’Asia Meridionale, riducendo la possibilità di un’eccessiva ingerenza economica della Cina nell’Unione Economica Euroasiatica, e permettendo quindi un bilanciamento interno almeno dal punto  di vista della cooperazione economica.

La SCO  si configura quindi come un’organizzazione con un immenso potenziale sia  per lo sviluppo economico sia dal punto di vista della sicurezza. Certamente l’entrata di India e Pakistan presenta una sfida,  se non un fattore di indebolimento, ma la SCO potrebbe anche costituire una futura arena tra i due Paesi per aprire un dialogo e appianare le proprie divergenze.  L’enorme vuoto lasciato dagli Stati Uniti grazie alla decisione del Presidente Donald Trump di annullare la Trans-Pacific Partnership presenta una grande occasione per la Cina che con la SCO potrebbe andare a costituire la struttura politica ideale per favorire i progetti di investimento cinesi. La Shanghai Cooperation Organization non ha mai dichiarato di volersi opporre ad altri Stati o organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, ma con una posizione meno attiva degli USA in Asia, almeno in termini  economici, potrebbe dar luogo a nuovi sviluppi capaci di cambiare l’asseto strategico mondiale.

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Fonti e Approfondimenti:

 

https://aurorasito.wordpress.com/2016/06/30/shanghai-cooperation-organization-storia-di-successo-in-espansione/

http://www.cfr.org/china/shanghai-cooperation-organization/p10883

https://aurorasito.wordpress.com/2016/06/30/shanghai-cooperation-organization-storia-di-successo-in-espansione/

http://www.russia-direct.org/analysis/after-15-years-shanghai-cooperation-organization-ready-expand

http://thediplomat.com/2016/06/india-and-the-shanghai-cooperation-organization/

http://www.strategic-culture.org/news/2016/06/29/shanghai-cooperation-organization-story-success-expansion.html

http://www.treccani.it/enciclopedia/shanghai-cooperation-organization_res-56b1c3fe-8948-11e6-9e53-00271042e8d9_(Atlante-Geopolitico)/

http://www.russia-direct.org/debates/what-are-implications-indias-and-pakistans-accession-sco

 

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